SMART DRUGS: le “droghe furbe”

Droghe furbe perchè non perseguibili dalla legge, in quanto non presenti come tali nelle Tabelle legislative delle corrispondenti leggi che proibiscono l’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope.

Gli smart shops propongono lo “sballo” con prodotti “naturali”, erboristici, dunque “innocui” rispetto alle droghe più comunemente utilizzate per “tirarsi su”. Magari si comprano sostanze psicoattive con l’etichetta di “bio” senza pensare che anche sostanze quali morfina e cocaina hanno origini vegetali.

Ma ciò che è naturale, non sempre è innocuo. Dire che una droga è buona perché è “bio” è un’ingannevole forma di marketing.

In natura esistono moltissime molecole, di cui spesso gli studiosi della materia sanno poco o nulla, lasciando a chi le commercia un buon margine di tempo prima che vengano effettuate ricerche mediche che ne studiano gli effetti e che possano farle dichiarare illegali.

COSA SONO
Con il termine smart-drugs si intendono tutta una serie di composti sia di origine naturale (vegetale) che sintetica che contengono vitamine, principi attivi di estratti vegetali, tra cui i più diffusi sono l’efedrina, la caffeina, la taurina ma anche sostanze con caratteristiche allucinogene. Attualmente esiste una grande confusione legata alla terminologia delle smart-drugs: si parla infatti contestualmente di droghe vegetali, droghe etniche, droghe etnobotaniche, droghe naturali, biodroghe, etc. Per taluni il termine smart-drugs indica tutta una serie di bevande energetiche o pastiglie stimolanti (che tentano di simulare l’effetto dell’ecstasy) che assicurano effetti eccitanti pur rimanendo nella legalità (caffeina, ginseng, etc.): vengono proposte e consumate soprattutto in ambienti giovanili (discoteche, rave party ecc.). Per altri le smart-drugs si confondono molto più con le droghe naturali o droghe etniche, confinando il loro consumo ad ambienti più alternativi rispetto alla discoteca.
EFFETTI RICERCATI
Le smart-drugs promettono di aumentare le potenzialità cerebrali, la capacità di apprendimento e memoria nonché di migliorare le “performance” fisiche, anche sessuali, di chi le assume ed anche di fornire effetti psichedelici di “visioni sensoriali ed allucinogene” particolari, percezioni, sensazioni, emozioni e processi mentali in genere.

LE SMART-DRUGS PIU’ DIFFUSE

Efedrina (herbal ecstasy)

L’efedrina è un’amfetamina vegetale che provoca effetti stimolanti potenti.

Con l’arrivo nel mercato delle herbal ecstasy e pillole smart a base di efedrina, dal 1° aprile 2004 ne è stata vietata la vendita e la produzione non farmaceutica in tutta l’Unione Europea.

L’effetto anfetaminico delle herbal ecstasy (dette anche ecsatsy vegetale) è relativamente più corto e più tremolante di quello del classico speed (metamfetamina di sintesi) ed è sufficiente oltrepassare di poco la singola dose per percepire l’effetto collaterale  del trembling, con un generalizzato tremolio fisico e sensoriale, dove anche la vista e l’udito divengono tremolanti.

RISCHI
L’eccesso di efedrina può comportare: nervosismo; irrequietezza; tremori; insonnia; nausea; palpitazioni; perdita dell’appetito; eventuali eventi psicotici. Studi farmacologici hanno dimostrato che l’assunzione della caffeina con l’efedrina aumenta la tossicità di quest’ultima sul cuore, per cui è sconsigliabile aggiungere forti dosi di caffeina alle herbal ecstasy. Le pillole di herbal ecstasy possono presentarsi in concentrazioni molto diverse, per cui si può sbagliare la scelta della dose, rischiando di assumere una quantità maggiore della dose che si ritiene di aver ingerito.

Stimolanti xantinici

Sono composti presenti in numerose piante, tra cui le più utilizzate nelle smart pill sono: caffè, tè, cola, guaranà, mate, maytenus. Gli stimolanti xantinici vegetali vengono utilizzati come coadiuvanti per le prestazioni intellettive, per la preparazione degli esami universitari, per lunghe ore di guida e in altre diverse situazioni in cui sia richiesto un aumento di prestazione fisica o intellettiva.

RISCHI
L’abuso di questi prodotti comporta sintomi simili al generico abuso da caffeina, ossia: irrequietezza; insonnia; tremolio.Questi sintomi scompaiono velocemente dal momento in cui si interrompe l’assunzione.

Energy drinks

Nella classe degli energy drinks il sinergismo più utilizzato è quello della coppia caffeina-taurina della Red Bull e di altre bevande simili. La taurina è un aminoacido presente nel cervello e nel cuore dell’uomo adulto. Possiede virtù antiossidanti, sensibilizza il sistema immunitario e facilita l’eliminazione delle tossine per via renale. E’ stato sperimentalmente provato che l’abbinamento taurina-caffeina incrementa di circa il 20% il volume di sangue pompato al cuore a ogni battito, cosa che non avviene con la sola caffeina. L’aumento della portata sanguigna provoca una migliore ossigenazione anche nel cervello, con maggior rendita nell’attività di veglia, idonea per la guida notturna e per il mondo dei camionisti.

Prodotti alcolici (Assenzio)

Un tempo celebre, il liquore d’assenzio è oggi proibito in quasi tutti i Paesi, in quanto contiene un olio essenziale che in alte dosi è velenoso. Le bottiglie di superalcolici chiamate “liquori d’assenzio” contengono basse concentrazioni di tujone, il principio attivo della pianta di assenzio che è altamente tossico. In realtà, le basse concentrazioni di tujone presenti nei liquori di assenzio oggi in commercio, non sono tali da poter influire sull’effetto totale del liquore.

RISCHI

Bisogna precisare che questi liquori sono ad alta gradazione, sino al 70% vol. e oltre. Da un punto di vista tossicologico, l’alcol  a 70° è una droga molto tossica che può scatenare forme di violento alcolismo con reazioni spesso difficili da gestire.

Il tujone ha intense proprietà eccitanti sul sistema nervoso centrale e può produrre:  esagerazione dei riflessi, illusioni,  allucinazioni, manifestazioni epilettiche. In passato (XIX e del XX secolo), l’abuso cronico di absinthe (il liquore a base di assenzio) è stato accusato di essere il principale

responsabile dell’insorgenza di una sindrome definita col nome di “absintismo”, caratterizzata da una iniziale sensazione di benessere cui facevano seguito allucinazioni ed un profondo stato depressivo. All’uso prolungato di assenzio veniva inoltre ascritta l’insorgenza di convulsioni, cecità, allucinazioni e deterioramento mentale.

IL CASO ‘VAN GOGH
Caratteristico è il caso di Vincent van Gogh che negli ultimi anni della sua vita ha sperimentato allucinazioni, che sono state attribuite alla psicosi da cui era affetto. In realtà è stato verificato che l’artista era un forte bevitore di absinthe ed aveva probabilmente sviluppato la sindrome dell’absintismo, presumibilmente responsabile dei comportamenti anomali assunti dall’artista .

Tuttavia, studi recenti indicano che il reale contenuto di tujone nel liquore preparato secondo la ricetta originale non è sufficiente a provocare gli effetti tossici che si manifestano in seguito ad assunzione cronica. Gli autori di queste ricerche suggeriscono che gli “effetti non desiderati” osservati all’epoca potrebbero essere in realtà derivati dall’abuso cronico di alcol contenuto nel liquore.

Smart drugs con effetti allucinogeni

Esistono alcune piante (Argyreia nervosa (Hawaiian baby woodrose, HBWR), Ipomea violacea e Rivea corymbosa), i cui semi contengono un alcaloide l’Ergina (amide dell’acido lisergico LSA) i cui effetti sono sovrapponibili a quelli dell’LSD, ma con minore intensità. Gli effetti dell’LSA, della durata di circa 4-8 ore, sono associati ad una sensazione di tranquillità, disforia, effetti visivi psichedelici, visioni di colori accesi.

In Italia, l’amide dell’acido lisergico (ergina) è inserita in tabella I dell’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope di cui all’art.14 del DPR n. 309/90. Diversamente né l’intera pianta, né le foglie né i semi sono presenti nella suddetta tabella, per cui vengono regolarmente venduti come “semi da collezione” negli smart shops.

A differenza dei semi delle piante che contengono ergina, la Salvia divinorum dal 2005 in Italia è stata inserita nell’elenco delle sostanze stupefacenti, per cui non è più commerciabile

Gli effetti allucinogeni della Salvia divinorum sono da attribuire alla Salvinorina A, il principale costituente della pianta. Nella medicina popolare, assunta a bassi dosaggi (4-5 paia di foglie fresche o essiccate), la Salvia divinorum è stata utilizzata come tonico (per combattere la fatica) e come forma di panacea, vero e proprio medicamento al quale sono state attribuite proprietà magiche.

Gli infusi di più grandi quantità della pianta (20-60 paia di foglie fresche) invece, agiscono da allucinogeni

Le allucinazioni sono solitamente visive, uditive e tattili e comportano visioni di superfici bidimensionali, ritorno a luoghi del passato (soprattutto dell’infanzia), sensazioni di movimento (di essere tirati o torti da una qualche forza sconosciuta), sensazioni di perdita del corpo o della propria identità, risa isteriche e incontrollabili e distorsioni della percezione della realtà (sensazioni di trovarsi in più luoghi nello stesso istante).

Non esistono ad oggi studi scientifici che riportino effetti indesiderati conseguenti all’uso della Salvia divinorum. Esiste comunque un “Information Bulletin” sulla pianta edito dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, nel quale si trovano elencati gli effetti avversi conseguenti all’uso prolungato dei suoi estratti. Tali effetti comprendono: depressione, schizofrenia e flashback negativi (effetti simili a quelli riportati per l’LSD).

Sotto effetto della salvia è possibile incorrere in una serie di rischi correlati ad una alterazione della percezione dell’ambiente circostante (può essere per esempio rischioso stare vicini alle finestre). Mescolare la Salvia divinorum con altre sostanze ne rende imprevedibili gli effetti.